All’andata perdemmo una grande occasione. Per la ormai e per fortuna “dimenticata” lotteria dei bussolotti “under”, giocammo con la porta difesa a metà (ricordate? Di parare punizioni, a maju mai!) e finì in parità per 2-2.
Anche se meritammo più noi e le due splendide reti, di Mastinu SuperAttack e del nostro “indimenticabile” GiglioBianco, lo stavano a dimostrare, a 4 minuti dalla fine Bassini mise dentro il piazzato “mancino” maledetto (l’unica rete del suo campionato, la seconda nella sua carriera, e sempre su punizione) e, ancora peggio noi finimmo quella gara in 9 uomini per le uscite disciplinari di Doddo e Steri. Oggi abbiamo la possibilità di giocarCi la “legittima” di questa stagione. Se fermiamo la marcia degli amarantocelesti, rimettiamo tutto il discussione, anche la leadership del campionato. Gli altri due risultati sarebbero la definitiva nostra condanna alla rinuncia dei “sogni di gloria” che questa infornata “del mercato invernale”, ricca di giovani e bravi talenti “quattromori”, ci ha provocato intrigando e seducendo le nostre coronarie.
Ma torniamo dunque alla sequela dei nostro storici precedenti. Olbia e Rieti si sono incrociate 15 volte in serie D e 2 sole volte, in un’unica stagione, in serie C. Finora è andata un po’ meglio a noi visto che abbiamo vinto 7 volte e perso 6, 4 i pareggi compreso l’ultimo dell’ottobre scorso. Diciamo che nel complesso abbiamo quasi sempre perso fuori visto che le 6 sconfitte sono tutte maturate al “Manlio Scopigno” o, meglio, nel vecchio campo di Via Fasini, dove abbiamo comunque vinto una volta (1965-66) per 2-1 con reti di Misani e Fanti in rimonta dopo il vantaggio iniziale di Rigantè.
In casa l’Olbia ha vinto altre 6 volte e pareggiato 2. Abbiamo anche segnato “uguale” (22 gol ciascuni), anche se la prima “contesa” per noi fu abbastanza traumatica. Una vera e propria “sveglia”! Avvenne proprio in serie C, nel nostro primo storico campionato in questa categoria. Era il 22 di ottobre del 1939 ed alla 5 giornata, visitammo appunto gli undici guidati da Mario Magnozzi ex giocatore di seria A e della Nazionale di Pozzo. Noi eravamo inesperti della categoria e deboli anche come disposizione tattica, nelle prime tre gare avevamo perso sempre e subito ben 15 gol, anche se alla quarta con uno storico gol del nostro miglior talento di allora (Francesco Picciaredda) battemmo lo Stabia. Ma a Rieti, quel giorno di ottobre, il risultato finale fu un amarissimo 6-0 che indirizzò quel torneo in una strada piuttosto impervia, perdemmo infatti tutte le gare in trasferta, ma grazie all’arrivo di nuove forze dal continente (“acquisite” anche con curiosi annunci sui giornali nazionali) finimmo senza infamia al 12° posto su 16 partecipanti, mentre il Rieti, che impattò 0-0 la gara di ritorno nel nostro campo “Casalini”, arrivò 5. Il 1965-66 fu la stagione per noi più fortunata con due vittorie, visto che a quella esterna, di cui abbiamo scritto sopra, seguì quella al Nespoli del 30 gennaio 1996 per 1-0 con rete di Fanti.
Prima di questa stagione, l’ultima volta che incrociammo i “tacchetti” fu nel campionato 1980/81. Trentaquattro anni fa: a Rieti perdemmo 1-0 (al 4’ segnò Di Cesare), ma al ritorno ci fu un sonante 3-0 con doppietta di Cerasani e un gol di Cudeddu.
Buona partita a tutti, Simprie
