NUOVAdi Guido Piga-OLBIA “Keep calm and carry on”, “Mantieni la calma e vai avanti”. Lo slogan del governo inglese, durante la seconda guerra mondiale, non è mai stato usato. Oggi, rielaborato in varie forme, vive alla grande sui social network. Buono per ogni occasione. Per l’Olbia va benissimo la versione originaria: mai come in questo momento del campionato è doveroso mantenere i nervi saldi e pensare al futuro senza paranoie. È vero: motivi per pensare male ce ne sarebbero molti. E, come insegnava Andreotti, spesso ci si azzecca. Il film della gara contro la Lupa Roma offre spunti uno dietro l’altro. Con scene anche surreali. Non a caso il presidente Scanu, a batosta subita, ha detto: «Ero incredulo per quanto stava succedendo…». Meglio, per quanto ha combinato in campo l’arbitro Colosimo. Un rigore dubbio contro i bianchi. L’ennesimo: sono 7 in 10 partite; 8 se si considera che uno, parato da Saraò, è stato fatto ripetere. Un gol fantasma della Lupa – quello del 2-1 per i romani – concesso da Colosimo con la decisiva collaborazione del guardalinee. Un altro gol segnato dalla Lupa con un giocatore dell’Olbia (Peana) a terra in area di rigore senza che l’arbitro fermasse il gioco. Alla faccia delle regole e del fair play. E poi le tre espulsioni: quella di Kozely, fuori per doppio giallo (decisione eccessiva) quando il risultato era sull’1-1 nel primo tempo, ha cambiato completamente gli equilibri della sfida. Nella settimana in cui l’Olbia aveva ufficialmente protestato per gli arbitraggi sfavorevoli, la risposta non è stata dunque delle migliori. Anzi. È andata peggio. E ora, che fare? Senza peso politico – non per essere favoriti, ma almeno per essere trattati alla pari delle squadre romane – meglio incassare in silenzio e far parlare i fatti. Un giocatore, Simeoni, assente per infortunio, ha detto le parole più sagge: «Ora non dobbiamo pensare a nulla, né dire che ce l’hanno con noi». Pensarlo, sì; dirlo, no. Anche per abbassare i toni. Di tutti. La sassaiola contro il pullman della Lupa, avviato verso l’aeroporto, con un vetro rotto e nessun ferito, è un brutto episodio. Che la società ha fermamente condannato: «Ci dissociamo, nella maniera più categorica, da atti che avrebbero potuto avere conseguenze gravissime per le persone, e che non albergano nella storia e nello spirito dell’Olbia. La non-violenza è un cardine fondamentale e imprescindbile per chiunque pratichi lo sport e a nessuno è consentito travestirsi da finto giustiziere di torti o presunti tali subiti. Il prestigio e la dignità di un faticoso lavoro di costruzione del nostro progetto sportivo viene intaccato da questo atto vergognoso e ingiustificato. Siamo i primi a sentirci offesi e chiediamo scusa ai ragazzi e alla società capitolina che, indipendentemente da quel che avvenuto nel campo di gioco, meritano rispetto e stima».
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